Il viaggio di Arturo

Un dolore difficilmente affrontabile.

Un pupazzo di neve che non deve squagliarsi.

Il viaggio di due bambini verso il polo Sud, accompagnati da un barbone e dal suo gatto inventore.

La speranza di salvare Arturo, il pupazzo di neve, con tutto quello che custodisce: l’amore, la felicità, il perdono.

In un mondo sempre più distratto e competitivo al punto di diventare inumano, Mosè il barbone insegnerà ai fratellini che un’altra via è possibile, perché tutto ha un’anima.

P.S. il libro non è propriamente un libro per bambini (è pensato per un pubblico di riferimento dagli 11 – 13 anni in su) nonostante i personaggi un po’ favolistici, che andrebbero letti soprattutto in chiave metaforica.

Sinossi

Arturo è un pupazzo di neve. Bobo e Dada lo hanno modellato con i loro genitori, un pomeriggio di dicembre, ma adesso mamma e papà sono di nuovo partiti per lavoro, lasciando i fratellini soli come sempre. E quel che è peggio, Arturo sta già cominciando a sciogliersi!

Per Bobo e Dada esiste una sola soluzione: portare Arturo al Polo Sud.

Per far questo chiedono aiuto a Mosè, un barbone che vive nella baracca sul lago e possiede una matita magica capace di ridisegnare la realtà. Mosè ha un gatto fenomenale, Birillo. Concreto, pratico e rispettoso delle regole, Birillo è tutto l’opposto del suo padrone, che invece vive sempre con la testa tra le nuvole.

Durante il viaggio, alla comitiva si uniranno Wanda, una nonna paracadutista per cui Mosè perderà la testa, Gaia, una ragazza che per salvare un bosco è salita su una sequoia e vi è rimasta prigioniera, e le 5 pesti del laboratorio di vivisezione, liberate da Mosè e Birillo.

Bobo e Dada dovranno affrontare pericoli e avventure, fuggire da Benzini, il domatore di un circo sgangherato, che brama la matita magica, e dal dottor Solari, un ricercatore che vuole rapire Birillo per studiarne il cervello straordinario, ma alla fine del loro viaggio riusciranno a riunirsi ai propri genitori sulla fredda crosta del circolo polare antartico.

Mosè porterà a buon fine la missione, salvando Arturo e facendo riconciliare Bobo e Dada con i genitori.